Caos Salone 2017, in AIE 17 su 32 votano Milano, 10 si dimettono

Salone Milano

Leggiamo da “La Stampa.it” l’articolo di Emanuela Minucci del 27 luglio scorso:

E’ stata una discussione molto serrata, lunga e preceduta da un riserbo totale.
Alla fine Torino è stata «giustiziata» dall’Aie, l’associazione degli Editori riunita da stamattina nella sua sede milanese.
Si è arrivati a contarsi per decidere che la trentennale esperienza del Salone del Libro di Torino non era sufficiente a rivaleggiare con un progetto nuovo, tutto «Made in Milan», ospitato alla Fiera di Rho.
Gli editori escono anche dalla Fondazione torinese.
L’alternativa di Milano dunque ha battuto Torino (32 presenti, 8 astenuti, 7 per Torino, 17 per Milano), che farà comunque – come da anticipazioni – il suo trentesimo Salone del Libro al Lingotto.
La battaglia che secondo gli auspici di Feltrinelli affidati a un comunicato in mattinata di non ridurre la questione a un duello fra Milano e Torino si è invece risolta in una bocciatura della capitale sabauda del Libro.
E’ finita male per Torino, nonostante il pressing dei ministeri, l’annuncio dell’arrivo di un nome come Massimo Bray (ex ministro della Cultura) alla guida della Fondazione per il Libro.

A seguito di questa decisione, 10 editori hanno presentato una lettera di dimissioni dall’AIE.
Riprendiamo la notizia sempre dal sito “La Stampa .it” pubblicato il 28 luglio scorso:

Dieci editori hanno scritto una lettera di dimissioni all’Aie, dopo che l’associazione ha deciso di creare una nuova fiera del libro a Milano, nello stesso mese con il Salone del Libro di Torino.
«Non ci riconosciamo né in questa scelta dell’associazione né tantomeno nella modalità di determinarla, non ci sentiamo insomma rappresentati da questa Associazione, pertanto diamo qui le nostre dimissioni dall’Aie con effetto immediato», hanno scritto «Add editore», «Edizioni e/o», «Iperborea», «LiberAria Editrice», «Lindau», «Minimum fax», «Nottetempo», «Nutrimenti», «SUR» e «66thand2nd».


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