Chi sono gli editori più importanti al mondo?

Quali sono i gruppi editoriali più importanti al mondo? E in questo contesto come si colloca l’editoria italiana?
Lo scopriamo grazie all’edizione 2017 della classifica mondiale redatta da Publishers Weekly e Livres Hebdo riferita all’anno 2016.
La classifica è tratta dall’articolo di Antonio Lolli pubblicato sul Giornale della Libreria online, di cui pubblichiamo le parti salienti:

L’edizione 2017 della classifica dei maggiori editori a livello globale (…) vede anche quest’anno Pearson stabile in testa, nonostante un forte calo del 15% del fatturato (5,6 miliardi di dollari nel 2016 contro i 6,6 miliardi di dollari del 2015).
Al secondo posto troviamo RELX Group, seguito da Thomson Reuters, Bertelsmann e Wolters Kluwer.
Bertelsmann ha registrato una riduzione di fatturato del 7,0% rispetto al 2015.
(…) Pearson e Bertelsmann non sono gli unici gruppi ad avere un segno negativo.
Anzi, nelle prime dieci posizioni, solo due realtà hanno avuto incrementi di fatturato: lo spagnolo Grupo Planeta (al settimo posto) con +4,4% e Spring Nature (in decima posizione) con +7,0%.

Il primo gruppo italiano in classifica è Mondadori, che passa dalla 39° posizione del 2015 alla 28° del 2016, con un fatturato di 501 milioni di dollari – contro i 350 milioni del 2015 – grazie anche all’acquisto di RCS Libri (divenuta Rizzoli Libri Spa).
(…) Segue alla 29° posizione De Agostini Editore, che risale la classifica rispetto al 34° posto dell’anno scorso, nonostante un fatturato in calo: 469 milioni di dollari nel 2016 contro i 483 milioni nel 2015.
La terza realtà italiana presente è il Gruppo Editoriale Mauri Spagnol, stabile in 33° posizione, con un fatturato in crescita dai 344 milioni di dollari del 2015 ai 431 milioni del 2016. Questo valore comprende anche il fatturato di Messaggerie Italiane.

A livello globale emerge il calo di vendite nel settore educativo, che ha portato diversi gruppi a mettere in atto riorganizzazioni aziendali e riduzioni di personale. Un calo che non ha riguardato soltanto Pearson, protagonista di una vera e propria ristrutturazione nel 2016, con un taglio di 4 mila posti di lavoro.
(…) Questa classifica, che comprende i 50 maggiori gruppi editoriali a livello mondiale, conferma un aspetto evidente: nel 2016 il fatturato è ancora in gran parte realizzato da case editrici europee, con un aumento della loro incidenza rispetto al 2015.
(…) In aumento anche la quota generata dalle realtà editoriali con base in Nord America (31,12% nel 2016, contro il 26,41% nel 2015 e il 26,43% nel 2014). Non è possibile fare confronti invece con l’andamento generale delle case editrici asiatiche, a causa dell’esclusione dalla classifica dei gruppi editoriali cinesi.
Nel 2016 infatti il governo cinese ha cambiato i criteri di selezione per la classifica delle principali aziende culturali del Paese (che comprendono anche le case editrici), basati non più solo su valori economici ma soprattutto legati all’impatto sociale dell’attività. Questo ha reso impossibile inserire le realtà cinesi nella classifica (l’anno scorso erano cinque gli editori cinesi presenti, di cui due nelle prime dieci posizioni). Al di là di questo, emerge comunque una sostanziale stabilità di numero e di fatturato delle case editrici giapponesi e coreane.
(…) La classifica completa è disponibile sui siti di «Publishers Weekly» e «Livres Hebdo».

La lettura integrale dell’articolo di Antonio Lolli al link
http://www.giornaledellalibreria.it/news-editori-la-classifica-2017-dei-maggiori-editori-del-mondo-3113.html


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