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Le librerie inglesi meglio di Amazon

By on settembre 13, 2017 | Category: Cosa c'è di nuovo |

Come vanno le cose nelle librerie inglesi? Ce ne parla Denise Nobili in un articolo pubblicato da GdL-online.
Ne pubblichiamo i passi salienti:

L’associazione dei librai inglesi ha reso pubblici alcuni dati dell’annuale rapporto sul contributo economico delle librerie all’economia del Regno Unito.
Il report, che uscirà completo a ottobre, viene condotto ogni anno attraverso il Centre for Economics and Business Research (Cebr) e mostra un’economia dove le librerie hanno ancora un peso importante, contribuendo con una cifra stimata attorno a 1 miliardo e 900 mila sterline.
I dati forniti (…) rivelano, inoltre, che le librerie ogni anno contribuiscono maggiormente di Amazon, rispetto a cui corrispondono tasse per cifre 11 volte più grandi.
Ammontano, infatti, a 131 mila sterline i contributi annui versati nelle casse dello Stato dai librai: 91 pence su 100 sterline di fatturato, contro gli 8 di Amazon.

Ma il contributo delle librerie può essere letto anche da altri dati: (…) 46 mila posti di lavoro, per 416 milioni di sterline in stipendi.

Pubblicando il rapporto, l’associazione spera di rendere evidente il valore ancora consistente delle librerie nell’economia del Paese, nonostante tutte le difficoltà esistenti e i cambiamenti in atto nel mondo del libro.
Come ha sottolineato Tim Godfray, presidente della Bookseller Association, è ben il 3% delle librerie a vedersi costretto a chiudere ogni anno e la percentuale potrebbe aumentare senza il sostegno degli enti o delle misure governative a tutela di queste realtà.

Nonostante le chiusure le librerie inglesi resistono, registrando dati positivi nella crescita delle vendite a partire dal 2016, dopo alcuni anni di calo: una crescita ormai confermata dai dati sul venduto nell’ultimo anno e mezzo.
(…)

Clicca qui per la lettura integrale dell’articolo

Il Campiello 2017 all’arminuta

By on settembre 12, 2017 | Category: in evidenza |

E’ stato assegnato il Premio Campiello 2017.
Ecco la notizia riportata dal Corriere.it nell’articolo di Marisa Fumagalli di cui riportiamo i passi salienti:

«Dedico il premio alle mie due famiglie, quella che mi ha generato e quella che ho costruito. E ai lettori che hanno amato il mio libro».
Con la voce rotta dell’emozione , la vincitrice esulta.
(…) Così, L’Arminuta di Donatella Di Pietrantonio spariglia le carte. Anzi, i voti.
(…) ancora una volta, come era già accaduto, il verdetto popolare non corrisponde alle scelte dalla Giuria tecnica, presieduta quest’anno da Ottavia Piccolo. Mentre al Gran Teatro La Fenice di Venezia andava in scena lo spettacolo condotto da Enrico Bertolino e da Natasha Stefanenko (sarà trasmesso su Rai 5, il 20 settembre), la giuria popolare (46% donne, 54% maschi, 282 schede) decideva il vincitore.

Con 133 voti il Supercampiello va, dunque, a L’Arminuta (Einaudi).
Già in coda nella cinquina, la Di Pietrantonio ha scalato il primo posto, stravincendo.
(…) l’autrice racconta la storia di un’adolescente, riconsegnata come un pacco dalla madre affidataria alla madre naturale.
Vittima di un doppio abbandono, vita vissuta due volte in due ambienti che stridono e nulla hanno in comune: linguaggio, educazione, svaghi, cibo. Eppure L’Arminuta (termine dialettale da tradurre con la «ritornata»), seguendo un percorso accidentato, alla fine ritrova se stessa. Complici due fratelli, lo smaliziato Vincenzo e l’impertinente Adriana.
Al secondo posto, ecco Stefano Massini (Qualcosa su Lehman, Mondadori, 99 voti), e a seguire Mauro Covacich (La città interiore, La Nave di Teseo, 25), Alessandra Sarchi (La notte ha la mia voce, Einaudi Stile libero, 13), Laura Pugno (La ragazza selvaggia, Marsilio, 12).

Ma a Venezia c’è un altro vincitore, quello del Campiello Giovani 2017, Andrea Zancanaro, studente in Medicina, 21 anni, di Feltre (Belluno. Ha avuto la meglio sulle 4 ragazze della cinquina, con il racconto Ognuno ha il suo mostro, «storia eccentrica di un incontro tra due lucidi disagi psichici».

(…) A Rosetta Loy va il Premio Fondazione Campiello alla carriera.

L’articolo integrale al link
http://www.corriere.it/cultura/17_settembre_09/premio-campiello-2017-vince-donatella-pietrantonio-9c7cb6cc-9567-11e7-8e01-d1e8868455f8.shtml?refresh_ce-cp

 

Chi sono gli editori più importanti al mondo?

By on settembre 7, 2017 | Category: in evidenza |

Quali sono i gruppi editoriali più importanti al mondo? E in questo contesto come si colloca l’editoria italiana?
Lo scopriamo grazie all’edizione 2017 della classifica mondiale redatta da Publishers Weekly e Livres Hebdo riferita all’anno 2016.
La classifica è tratta dall’articolo di Antonio Lolli pubblicato sul Giornale della Libreria online, di cui pubblichiamo le parti salienti:

L’edizione 2017 della classifica dei maggiori editori a livello globale (…) vede anche quest’anno Pearson stabile in testa, nonostante un forte calo del 15% del fatturato (5,6 miliardi di dollari nel 2016 contro i 6,6 miliardi di dollari del 2015).
Al secondo posto troviamo RELX Group, seguito da Thomson Reuters, Bertelsmann e Wolters Kluwer.
Bertelsmann ha registrato una riduzione di fatturato del 7,0% rispetto al 2015.
(…) Pearson e Bertelsmann non sono gli unici gruppi ad avere un segno negativo.
Anzi, nelle prime dieci posizioni, solo due realtà hanno avuto incrementi di fatturato: lo spagnolo Grupo Planeta (al settimo posto) con +4,4% e Spring Nature (in decima posizione) con +7,0%.

Il primo gruppo italiano in classifica è Mondadori, che passa dalla 39° posizione del 2015 alla 28° del 2016, con un fatturato di 501 milioni di dollari – contro i 350 milioni del 2015 – grazie anche all’acquisto di RCS Libri (divenuta Rizzoli Libri Spa).
(…) Segue alla 29° posizione De Agostini Editore, che risale la classifica rispetto al 34° posto dell’anno scorso, nonostante un fatturato in calo: 469 milioni di dollari nel 2016 contro i 483 milioni nel 2015.
La terza realtà italiana presente è il Gruppo Editoriale Mauri Spagnol, stabile in 33° posizione, con un fatturato in crescita dai 344 milioni di dollari del 2015 ai 431 milioni del 2016. Questo valore comprende anche il fatturato di Messaggerie Italiane.

A livello globale emerge il calo di vendite nel settore educativo, che ha portato diversi gruppi a mettere in atto riorganizzazioni aziendali e riduzioni di personale. Un calo che non ha riguardato soltanto Pearson, protagonista di una vera e propria ristrutturazione nel 2016, con un taglio di 4 mila posti di lavoro.
(…) Questa classifica, che comprende i 50 maggiori gruppi editoriali a livello mondiale, conferma un aspetto evidente: nel 2016 il fatturato è ancora in gran parte realizzato da case editrici europee, con un aumento della loro incidenza rispetto al 2015.
(…) In aumento anche la quota generata dalle realtà editoriali con base in Nord America (31,12% nel 2016, contro il 26,41% nel 2015 e il 26,43% nel 2014). Non è possibile fare confronti invece con l’andamento generale delle case editrici asiatiche, a causa dell’esclusione dalla classifica dei gruppi editoriali cinesi.
Nel 2016 infatti il governo cinese ha cambiato i criteri di selezione per la classifica delle principali aziende culturali del Paese (che comprendono anche le case editrici), basati non più solo su valori economici ma soprattutto legati all’impatto sociale dell’attività. Questo ha reso impossibile inserire le realtà cinesi nella classifica (l’anno scorso erano cinque gli editori cinesi presenti, di cui due nelle prime dieci posizioni). Al di là di questo, emerge comunque una sostanziale stabilità di numero e di fatturato delle case editrici giapponesi e coreane.
(…) La classifica completa è disponibile sui siti di «Publishers Weekly» e «Livres Hebdo».

La lettura integrale dell’articolo di Antonio Lolli al link
http://www.giornaledellalibreria.it/news-editori-la-classifica-2017-dei-maggiori-editori-del-mondo-3113.html

Ai francesi piacciono le biblioteche

By on settembre 7, 2017 | Category: Cosa c'è di nuovo |


Tratto dal Giornale della libreria online pubblichiamo ampi stralci di un interessante articolo di Alessandra Rotondo che parla delle biblioteche francesi:

(…) Con le sue 16 mila postazioni di lettura, le sue 7 mila biblioteche e i suoi 9 mila punti d’accesso al libro, la rete bibliotecaria francese è la prima infrastruttura culturale del Paese.
La più recente edizione dello studio mostra che l’87% dei cittadini di età superiore ai 15 anni ha frequentato una biblioteca di pubblica lettura almeno una volta nella vita: un valore di 15 punti percentuali più alto rispetto al 2005, determinato in gran parte dal comportamento dei francesi più giovani. Considerando, invece, solo gli utenti abituali, pare che sia il 40% della popolazione francese ad aver frequentato una biblioteca almeno una volta nell’ultimo anno, contro il 35% del 2005 e il 25,7% del 1997.
L’indagine rivela anche un paradosso: se la frequenza continua a crescere, lo stesso non può dirsi per il numero degli iscritti che – al contrario – cala con regolarità.
(…) È l’indagine stessa a offrire una possibile interpretazione del fenomeno.
Sebbene nelle biblioteche rimangano centrali i libri, infatti, l’incidenza delle attività di lettura e prestito cala progressivamente rispetto a quella di altre funzioni sviluppate e ricomprese dalle strutture.
Ma quali sono queste «altre funzioni» ospitate dalle biblioteche?
L’accesso al digitale, in primo luogo. Degli utenti che hanno frequentato almeno una biblioteca municipale nell’ultimo anno, il 43% ha svolto un’attività che ne utilizzava i servizi informatici: dalla consultazione del catalogo online (19%), all’utilizzo dei computer e dei device a disposizione del pubblico (13%), alla connessione alla rete wifi tramite i propri dispositivi (11%).
Mettendo da parte il digitale, se il prestito di libri rimane il motivo principale che spinge i cittadini a visitare la biblioteca (55%) – seguito dalla lettura sul posto (51%) e dalla consultazione della stampa periodica e quotidiana (26%) – anche attività non legate alla lettura assumono la loro crescente importanza. L’organizzazione e apertura al pubblico di mostre, ad esempio, che interessa il 17% dei visitatori; il prestito di DVD (14%), di CD e vinili (13%) o la fruizione in loco (9%), e ancora le attività laboratoriali e di animazione pensate per i bambini (14%).

La lettura completa dell’articolo al link
http://www.giornaledellalibreria.it/news-biblioteche-il-40-dei-francesi-frequenta-una-biblioteca-pubblica-e-non-solo-per-leggere-3120.html

Il nonno acquista di impulso in libreria

By on settembre 7, 2017 | Category: in evidenza |


Molto interessante la ricerca sugli “acquisti di impulso” in libreria, pubblicata sul Giornale della Libreria nell’articolo di Alessandra Rotondo. Ne pubblichiamo qui ampi stralci

Perché acquistiamo i libri d’impulso?
Quali i generi che hanno più probabilità di essere scelti nell’immediato dallo scaffale, senza bisogno che il lettore ponderi la decisione?
Quali sono i fattori che influenzano maggiormente questo tipo di comportamento?
A queste domande ha cercato di dare risposta un’infografica realizzata da Penguin Random House e diffusa all’inizio dell’estate.
(…) L’elaborazione prende le mosse dall’indagine condotta da Nielsen Books e Consumers Panel tra un campione rappresentativo di americani ultradiciottenni.
(…) L’infografica, per esempio, rivela che solo per due generi – il thriller e il mystery – l’acquisto d’impulso supera quello pianificato (52% vs 48% per entrambi).
Mentre i libri a essere acquistati meno «su due piedi» sono quelli di business (solo il 29%).
Sorprendentemente in fondo alla classifica troviamo anche il genere fantasy, con compere istantanee realizzate solo dal 32% degli intervistati.
C’è una differenza tra donne e uomini quando si tratta di acquistare libri in maniera imprevista?
Sì, ed è abbastanza grande: lo fa il 46% delle prime a fronte del 29% dei secondi.
L’infografica non manca di considerare, poi, fattori come l’età, l’influenza del negozio fisico e l’analisi dell’acquisto dei libri come dono.
Una curiosità: i nonni sono grandi compratori d’impulso quando si tratta di libri da regalare ai nipoti.

Per chi fosse interessato alla lettura integrale dell’articolo:
https://www.google.it/search?hl=it&biw=1623&bih=959&tbm=isch&sa=1&q=lettori+in+libreria&oq=lettori+in+libreria&gs_l=psy-ab.3…34967.35742.0.37082.7.7.0.0.0.0.140.719.4j3.7.0….0…1.1.64.psy-ab..1.5.492…0i7i30k1j0i8i7i30k1j0i8i30k1.Wbh2ZKdRcE0#imgrc=xsGzehGR3d649M:

Salone di Torino: e sono 30!

By on maggio 18, 2017 | Category: Cosa c'è di nuovo |

Stand WinVaria al Salone del Libro di Torino

Si è aperta stamattina a Torino la 30′ edizione del Salone del Libro.
I numeri sono positivi, con un aumento di circa il 20% degli espositori rispetto alla passata edizione.
Un risultato niente affatto scontato dopo le polemiche dei mesi scorsi, culminate con l’uscita dell’Associazione Italiana Editori dall’organizzazione e la nascita del “salone parallelo” di Milano (tenutosi lo scorso mese di aprile), un “doppione” che in verità ha raccolto pochi consensi e una affluenza di pubblico molto al di sotto delle attese.

Anche noi di WinVaria siamo presenti a Torino, ci trovate al Pad. 3 – stand P63.
Veniteci a trovare!

Come vanno gli eBook? Risponde Salvetti e un forum a Tempo di Libri

By on aprile 11, 2017 | Category: in evidenza |

ebook

L’articolo di Renato Salvetti (direttore generale di Messaggerie Libri e amministratore delegato di Edigita) su GdL-online del 5 aprile, di cui pubblichiamo ampi stralci, tenta di fare il punto sul mercato italiano degli eBook a sei anni dalla nascita.
Come sta andando questo segmento di mercato? Soprattutto: quali sono i problemi legati al suo sviluppo?
A queste domande cercheranno di dare risposte in un apposito forum a Tempo di Libri (Milano, mercoledì 19 aprile alle 16.30) lo stesso Renato Salvetti con Alessandro Campi (Giunti) e Cristina Mussinelli (Aie).

“Quando sei anni fu chiaro a tutti che anche in Italia la vendita di e-book sarebbe diventata, di lì a poco, una alternativa concreta, molti si lanciarono in parallelismi arditi con altri settori merceologici – ad esempio la musica – prevedendo che la vendita di libri digitali avrebbe in poco tempo soppiantato la vendita dei libri cartacei. Alcuni imprenditori fecero anche investimenti ingenti a riguardo ipotizzando tassi di crescita esponenziali. Agli osservatori più attenti fu subito chiaro che non sarebbe stato così.
(…) Possiamo riassumere la situazione odierna come segue:
– gli editori di fiction e di saggistica che hanno investito nel digitale, hanno una incidenza del fatturato ottenuto in digitale che va dal 5 al 7% del loro fatturato globale, con punte che arrivano al 15%;
(…) – alcuni editori non hanno ancora reso disponibili i loro titoli in formato digitale, nonostante abbiano potenzialità importanti;
(…) – il prezzo medio degli e-book è il 40% del prezzo del libro di carta. Questo dato è influenzato dalle politiche promozionali molto aggressive.
Gli ambiti di futuro sviluppo del mercato vanno individuati nella creazione di nuovi modelli di business in grado di valorizzare tipologie di libri che finora non hanno trovato sufficienti occasioni di visibilità (…) e nella creazione di nuove modalità di fruizione dei contenuti.
Un tema molto discusso, poi, è l’attuale grande concentrazione a livello di store online: circa il 97% del fatturato è realizzato attraverso 5 piattaforme commerciali. In questo contesto quale potrebbe essere il futuro di store verticali e di store a marchio del singolo editore?”

Per chi è interessato alla lettura integrale dell’articolo:
http://www.giornaledellalibreria.it/news-distributori-sei-anni-dopo-il-mercato-degli-e-book-in-italia-e-tempo-di-un-primo-consuntivo-2942.html

 

 

On The Road

By on aprile 4, 2017 | Category: librerie |

FIRENZE (FI)

On The Road è uno stile di vita, un modo di viaggiare senza programma, senza inizio né fine, dove non è possibile sbagliare perchè il percorso e ciò che vediamo cambia strada facendo, si modifica e ci coglie di sorpresa.

Boom Book

By on aprile 4, 2017 | Category: librerie |

MONTICELLO BRIANZA (LC)

Boom Book è una  libreria per giovani menti, luogo di incontri e di feste, spazio di risate e conoscenze, punto di sosta o di sospensione, angolo di respiro o parentesi di lentezza, cibo per la mente e per la fantasia…

Viaggiatore immaginario, ragionamenti… concreti e condivisibili

By on aprile 3, 2017 | Category: Cosa c'è di nuovo |

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Pubblichiamo ampi stralci di un interessante articolo di Andrea Bocconi da “Il Fatto Quotidiano”:

Propongo la presentazione di un libro nella libreria Viaggiatore Immaginario di Arezzo, Gianpiero il libraio risponde ironico: “Se ci saremo ancora! Il problema non sono gli ebook – che non soppiantano la carta – il problema è Amazon. Se il libro arriva in un giorno, come faccio io che devo affidarmi a distributori? Se il libraio non vende non potrà assumere un commesso, non immetterà nell’economia locale i suoi guadagni, che finiscono altrove. Chi compra tutto in Internet per risparmiare non si stupisca delle serrande abbassate, della perdita di posti di lavoro, della desertificazione del centro storico. Forse quando licenzieranno un parente per il calo degli affari si farà delle domande”.

Sono d’accordo con Gianpiero, penso che abbia ragione. Alle sue parole aggiungo che ci sono anche altre buone ragioni per entrare in libreria: un librario competente i libri te li propone, li cerca se non li ha, discute con te di letteratura, fa delle scelte. Allarghiamo il campo: un faraone che voleva scoprire quale era la lingua che i neonati avrebbero parlato se nessuno gliele ne avesse insegnata una fece un esperimento. Dei neonati erano accuditi e nutriti, ma nessuno gli parlava. Non parlarono nessuna lingua, e parecchi morirono.

(…) Che c’entra tutto ciò con le librerie?
E’ parte di un processo ampio di deumanizzazione del commercio, con grandi concentrazioni monopolistiche e multinazionali che strangolano realtà piccole. Cosa si può fare? Utilizzare Amazon certo, ma non sempre: abbiamo sempre fretta? Se cerchiamo un libro straniero o un libro che il libraio non ha perché mal distribuito, allora compriamo su Amazon: è una grande opportunità.
Altrimenti facciamo due passi e lasciamoci catturare da una vetrina intelligente.

Ma proponiamo una nuova professione (in realtà antica): c’è il counselor per l’educazione, per l’azienda, il counselor filosofico, il life coach, il mental coach degli sportivi.
(…) E allora perché non formalizzare ciò che il bravo libraio ha sempre fatto?
Dare consigli diversi a lettori diversi, che arricchiscano la loro vita e leniscano le pene dell’anima: un angolo della libreria potrebbe essere riservato a questa funzione preziosa, tipo Lucy col suo aiuto psichiatrico a 50 centesimi.
Basta chiamare il libraio bravo “book counselor” e la gente affollerà la libreria.

Per chi è interessato alla lettura integrale dell’articolo:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/02/entrare-in-libreria-e-un-atto-politico/3493206/


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